Cos'è
In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, l'associazione culturale InfinityArt presenta “Controllo: tra identità e annullamento”, mostra personale di Erika Berra,curata da Mara e Stefano Cozzoli.
Attraverso la pittura, l'artista affronta il tema del controllo come forma di violenza capace di compromettere progressivamente l'identità personale. Il percorso espositivo si sviluppa tra astrazione e figurazione, attraversando il tormento interiore per approdare, infine, a una dimensione di ritrovato equilibrio.
Segni, tensioni cromatiche e forme geometriche evocano ferite invisibili e dinamiche relazionali che possono trasformarsi in una trappola difficile da riconoscere e da cui è complesso emanciparsi. Superfici graffiate e colori sovrapposti restituiscono la fragilità psicologica di chi subisce il controllo, ma raccontano anche la ricerca di una nuova stabilità.
Il progetto esplora inoltre il tema dell'ambivalenza emotiva, evidenziando la coesistenza di sentimenti contrastanti come amore e odio. Nelle relazioni segnate dalla violenza, infatti, affetto e paura, desiderio di restare e bisogno di allontanarsi possono convivere dolorosamente. Le stratificazioni e le tensioni presenti nelle opere diventano così espressione visiva di un conflitto interiore profondo, nel quale la necessità di preservare il legame si scontra con quella di ritrovare sé stessi.
Come spiega l’artista: “Il mio lavoro è astratto perché parla di ciò che non si può mettere in figura senza tradirlo. Di fronte al tema della violenza sulle donne ho scelto di non rappresentare il corpo ferito, per non trasformare il dolore in spettacolo. Le opere che porto a Seregno sono tracce di un conflitto: superfici stratificate, graffiate, interrotte e poi ricucite. Colori che si sovrascrivono, vuoti che non si riescono a colmare, rossi che non sono sangue ma grido, neri che non sono buio ma silenzio imposto. La violenza è una lacerazione dell'identità. La mia pittura cerca il momento opposto: quello in cui la materia tiene, resiste, trova un nuovo equilibrio. Non dipingo vittime. Dipingo la forza di restare visibili”.
Sabato 21 novembre alle ore 17, la mostra sarà inoltre arricchita da “Canto in una stanza chiusa”, performance teatrale realizzata dall'associazione culturale Jam Factory, dedicata alla memoria delle donne internate negli ospedali psichiatrici, forme storiche di controllo e esclusione.
Vernissage:
sabato 7 novembre - ore 17
Orari visita:
lunedì–venerdì: 15.30–19
sabato e domenica: 10 – 12 e 16.30 – 19
Ingresso libero
A chi è rivolto
Per tutti
Date e orari
07 nov
25
nov
Costo
Gratuito
Luogo
Punti di contatto
Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026, 09:23