Descrizione
Fino al 1967, all'angolo tra piazzale del Lazzaretto e via Col di Lana, si trovava un'antica chiesa dedicata a San Gregorio Magno. Edificata nel 1721 in un'area rurale precedentemente utilizzata come lazzaretto durante un'epidemia di peste, l'edificio era considerato un "insigne monumento di pietà" verso i defunti, e ogni anno, il 12 marzo, vi si celebrava con solennità la festa del santo titolare.
Architettonicamente semplice, la chiesa presentava una singola navata con abside, un piccolo campanile e una sacrestia laterale. Sulla facciata esterna, sopra il portone d'ingresso, era affrescata una scena dedicata alle "anime purganti".
A partire dagli anni Sessanta, l'edificio mostrò gravi segni di degrado: infiltrazioni d'acqua, murature fragili e fessurate, un arcone absidale compromesso e una copertura ormai inadeguata. Nel 1964 l'Ufficio Tecnico comunale segnalò il rischio di crolli, chiedendo la chiusura al pubblico. Negli anni successivi il dibattito tra Comune, parroco (don Giovanni Ferrè) e Soprintendenza ai Monumenti si protrasse a lungo: la Curia aveva autorizzato l'abbattimento, ma l'autorizzazione della Soprintendenza non arrivò mai, poiché un sopralluogo del 1965 non riscontrò elementi artistici di particolare pregio.
Aggravata dal peggioramento strutturale, la situazione portò il Comune a intervenire d'ufficio: nel settembre 1966 fu ordinata la demolizione delle parti pericolanti, e a fine ottobre l'Ufficio Tecnico ne confermò la necessità totale. I lavori, affidati alla ditta Cecchinato Giacomo di Desio per 782.000 lire, furono completati nel 1967, segnando la fine della vecchia chiesa.
Della struttura originaria restano oggi solo fotografie d'archivio, ma il suo patrimonio artistico è in parte sopravvissuto: quattro pannelli lignei intagliati con scene della Passione, più antichi della chiesa stessa e provenienti probabilmente da San Vittore, furono restaurati e collocati nei bancali dell'altare maggiore della nuova chiesa del Lazzaretto. Vi è conservata anche la pala d'altare di Gaetano Sabatelli (1886), raffigurante San Gregorio Magno in preghiera presso la Vergine Addolorata, con lo sfondo del lazzaretto tra tende e capanne.
Pur rasa al suolo, la chiesetta sopravvive così nella memoria collettiva di Seregno, come tassello significativo della sua eredità spirituale e culturale.
Modalità d'accesso
Indirizzo
Punti di contatto
Galleria d'immagini
Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2026, 12:36